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Veloce considerazione del momento (siccome splende il sole e tutto è più leggero)..

I prezzi dell’approviggionamento materie prime sono in vertiginosa crescita: aumento delle farine anche fino al 20% proseguendo nel mondo delle carni, dei materiali quali acciaio (le nostre cucine ne sono piene), al 16% in più per energia elettrica, al 34% per il gas, e il 17% per i carburanti, che mensilmente risarciamo anostro ultra team, che con grande furore ed energia, consegna i nostri prodotti in giro. Il costo del personale è in aumento, ed il personale non è reperibile e spesso non qualificato, che significa che lavora nel settore della ristorazione per ripiego temporaneo, fino a che ‘andrà tutto bene’.

Le pminuscole realtà come la nostra, assorbono tutto il rischio d’impresa, mai come ora, alternando costi e perdite cercando di mantenere il sorriso e la fiducia. Le restrizioni che continuiamo a seguire, sono ulteriormente penalizzanti, ma andiamo avanti lo stesso, investendo e cercando di redistribuire ricchezza, fiducia e splendore sul nostro territorio. Mi metto nei panni di un cliente, che si siede alle nostre tavole e vuole mangiare cibo sano, cucinato bene, di provenienza certa. Il green pass è un sistema che fa acqua da tutte le parti, non potendo verificare l’autenticità dello stesso attraverso una applicazione che consente al green pass di una persona di essere ceduto, passato di mano o scannerizzato 2 volte a distanza di pochi secondi, o ancora peggio, in due posti distanti simultaneamente.

Allora mi chiedo: ma quanto deve costare una pizza margherita, per starci dentro??

La considerazione viene dopo 5 minuti di radio, dove sentivo dire che la ripresa è consistente e vigorosa. Sul pianeta Terra? Davvero? Questo sistema è davvero sostenibile?

La strada che sposiamo è la filiera corta. La ripresa non esiste, la si fa con l’economia di territorio, da dove sono partite le generazioni precedenti. Eppure continuiamo a comprare merci surgelate dal Nord Europa, e ad acquistare 2/3 del fabbisogno di grano del paese dall’estero, per produrre pane che spesso viene buttato!

Ammazza che delirio!!

Comunque apriamo venerdì 1 ottobre.. quanto costerà il pane?
E la Margherita? Booooh!LA VECCHIA SCUOLA FACEBOOK